Incontro con un maestro

Grazie!

Incontro con un maestro

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Incontro con un maestro Arnoldo Foà firma l'antologia - Ischia, un'isola di...

Incontro con un maestro

Arnoldo Foà riceve in dono e autografa una copia dell’Antologia poetica “Ischia, un’isola di…” a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza

 Incontro con un maestro

Incontro con un maestro

Arnoldo Foà riceve in dono e autografa una copia dell’Antologia poetica “Ischia, un’isola di poesia” a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza
Arnoldo Foà _ Attore - Italia

Incontro con un maestro Arnoldo Foà firma la menopausa di mia sorella

Incontro con un maestro

Arnoldo Foà riceve in dono e autografa una copia del volume del racconto “La menopausa di mia sorella” scritto da Bruno Mancini

Grande MAESTRO ARNOLDO FOA’

Bruno Mancini ci ha mandato il messaggio che segue e ci ha chiesto di valutare l’opportunità di associarci al suo personale ringraziamento per aver voluto, LEI MAESTRO, accettare in dono la nostra Antologia “Ischia, un’isola di poesia”.

Noi:

Virginia Murru
Luciano Somma
Italo Zingoni
Roberta Panizza
Daniela Baldassari
Liga Sarah Lapinska
Nunzia Zambardi
Nunzia Binetti
 
Le auguriamo una piacevole lettura e La ringraziamo di aver prestato attenzione al nostro progetto culturale, senza dimenticare di esprimere la nostra gratitudine per quanto di emozionante LEI ha saputo dare alla nostra Arte.
Con deferenza ed allegria.

Il messaggio che abbiamo ricevuto dice:
Si comincia bene!

Il MAESTRO ha accettato dalle mie mani una copia numerata (n°1) datata e con dedica “Da un sessantenne ad un novantenne con allegria” della nostra Antologia “Ischia, un’isola d’amore” sponsorizzata Miramare.
L’ha sfogliata, ha letto qualche verso, l’ha consegnata alla moglie ed ha accettato di firmare la copia che allego in foto.

Il MAESTRO?
Sì IL MAESTRO!
ARNOLDO FOA’
http://arnoldofoa.italymedia.it/index.php

E ditemi se vi pare poco!

… mica male per una sconosciuta “bellissima” novizia come è la nostra Antologia… non credete?

Arnoldo Foà firma ringraziamento

Per Aurora volume settimo

Dal racconto  Sasquatch

di Bruno Mancini

 Si è visto dapprima il bastone pigiare per terra rumorosamente, poi si è udito un grugnito, e dietro questi suoni è comparso LUI.

Quella mattina gli zebedei mi giravano di brutto.

Ero trattato da circa un’ora, alle undici di mattino (quasi una tragedia per me), come una palla da tennis: un diritto o un rovescio per mandarla in giro sul campo facendo attenzione che superasse la rete e che si tenesse all’interno delle righe bianche di delimitazione.

Era già il terzo giorno che facevo una levataccia per correre dietro ad un progetto giustificato solo da un amore senile in parte per i versi ed in parte per l’armonia della pittura.

Non avevo previsto di trovarmi lì, appoggiato al pianoforte a mezza coda bianco latte “Akai”, a quell’ora assurda per i miei ritmi di vita, quando mesi prima l’amico Alfonso si era proposto promotore di un importante “evento” che avrebbe avuto come protagonista l’Antologia poetica nella quale avevo inserito alcune sue poesie.

Bastone, borbottio LUI.

Si fermò al centro dell’arco che divideva la zona bar dalla reception. Io non immaginavo d’incontrarlo ma lo riconobbi subito.

Camicia sbottonata completamente sulla pancia in bella vista, pantaloncini da mare e ciabatte di gomma, fece un gesto alla Nerone – Benito – Adolf ruotando il braccio teso ad altezza di viso, con l’indice puntato a baionetta, tutto intorno per 180 gradi.

Per un attimo nessuno dei presenti si mosse e pochi ebbero l’ardire di respirare.

“FATE TUTTI SCHIFO!” disse la voce roca di fumo e di teatro dell’uomo appoggiato ad un bastone.

Fermò il giro del braccio, lo sguardo e l’attenzione, puntando la mia testa impegnata a decidere come fare a soccorrere i miei zebedei ormai in briciole senza mandare a fanculo tutto il progetto, mitico personaggio compreso del quale mi vennero immediatamente in mente innumerevoli ricordi di emozioni artistiche che avevo provate al cospetto di alcune sue performance.

LUI, da grande esaltatore di circostanze, comprese il mio dilemma, ma con la grandezza spudorata di uno spregiudicato protagonista, non tirò indietro il dito puntato su di me aggiungendo, in rapida sequenza,  “ED ANCHE LEI!” al precedente  “FATE SCHIFO TUTTI!”

Cioè, mosse il braccio a 180 gradi dicendo “FATE SCHIFO TUTTI”,  e quando infine indicò la mia sagoma, guardandomi negli occhi un attimo, aggiunge “ED ANCHE LEI!”

“MAESTRO a che devo l’onore di questo suo mattutino interessamento per la mia condizione?”

“QUANTI ANNI HAI?”

“Sessantacinque, MAESTRO”

“LI PORTI DA SCHIFO!!”

“Per milioni di anni il mondo non ha sentito la mia mancanza, ma LEI è eterno e gli anni può portarli come vuole.”

”COME TI CHIAMI?”

“Bruno Mancini, MAESTRO, e scrivo poesie.

Posso regalarle un volume?”

Mosse il capo in segno affermativo, ed io, dopo aver datato, firmato e numerato il volume “Ischia, un’isola di poesia”, dissi “Per LEI è il numero 1”, gli proposi la dedica “Da un sessantenne ad un novantenne con allegria” e gli chiesi di firmarne una copia per me.

Arnoldo Foà annuì guardando allontanarsi il simpatico culetto striminzito di una bagnante, e lesse i versi di

L’inganno di Ignazio

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi – olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà
compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!

Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
-il sangue e la sfida-
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
-la fiamma e la fine-
s’attarda.
Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
          -olé-
se a terra inginocchiata a capo
          chino.

Bruno Mancini

Incontro con un maestro

 

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